Alla scoperta del Piemonte: eccellenze culinarie e vini pregiati

Alla scoperta del Piemonte: eccellenze culinarie e vini pregiati

Il Piemonte, insieme alla Toscana e al Veneto, rappresenta senza dubbio l’eccellenza produttiva vinicola italiana. I suoi prestigiosi nettari, pionieri della straordinaria evoluzione enologica italiana, hanno portato l’Italia del vino ad essere apprezzata e conosciuta in tutto il mondo, conquistando i palati degli esperti e degli enoappassionati. Oltre 50 sono le Docg e Doc prodotte nella regione, che spaziano da grandi rossi a vini da dessert, da delicati bianchi a bollicine. Tra le ricchezze enoiche possiamo ricordare innanzitutto rossi corposi del calibro di Barbera, Barolo, Dolcetto, Gattinara, Grignolino, Roero e Barbaresco; mentre tra i vini bianchi e spumanti i più importanti sono il Roero Arneis, il Moscato d’Asti e l’Asti Spumante. L’alta qualità di questi vini dipende in primis dalla generosità del terroir, ma anche dalla passione e dalla tradizione dei produttori, i quali hanno saputo tirar fuori l’eccellenza dall’eccellenza, grandi vini da grandi vitigni. La zona più conosciuta sono le Langhe, celebre meta del turismo enogastronomico internazionale e bene naturale protetto dall’UNESCO dal 2014, situata tra Alba e alla sinistra del fiume Tanaro, dove nascono i migliori vini Docg e Doc ma anche eccezionali prodotti di gastronomia gourmet tra i quali la Nocciola Tonda gentile delle Langhe, il formaggio Dop Robiola di Roccaverano e il Tartufo bianco d’Alba. Per quest’ultimo gioiello, conosciuto anche con il nome di diamante profumato, ogni anno viene organizzata una fiera appositamente dedicata che richiama numerosissimi buongustai da tutto il mondo.

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“Il tartufo è un portento per chi manca di caldo dentro”. Questo è uno dei tanti antichi proverbi che sottolineano la particolarità di questo rarissimo, prezioso, semplice fungo ipogeo ( che nasce, vive e muore sottoterra) che si sviluppa in silbiosi con le radici di pioppi, faggi e querce. Nell’antichità esso veniva consumato per lo più cotto e veniva condito abbondantemente con olio e con spezie. Oggi si preferisce preservare al massimo le sue qualità e gustarlo crudo, meglio se tagliato a scaglie, su piatti molto semplici che ne esaltino il sapore. Specialmente se si tratta del tartufo bianco di Alba, una delle tipologie più ricercate al mondo, è importante che esso sia il vero protagonista del piatto, certo degnamente accompagnato, ma mai sovrastato da cibi troppo complessi e con sapori preponderanti.  Il suo profumo intenso e inebriante e le sue uniche caratteristiche lo portano ad essere il sogno proibito, l’oggetto di follia e uno dei migliori prodotti da abbinare al vino.

Tajarin al tartufo bianco

Il tartufo si sposa perfettamente con questo eccezionale tipo di tagliatelle all’uovo piemontesi, leggermente sottili: i tajarin. Il piatto, nella sua ricchezza aromatica, è estremamente semplice e si compone di pochi ingredienti: tanti tuorli, qualche bianco (non sempre, ultimamente si preferisce utilizzare solo i rossi), farina setacciata, olio e sale per la pasta; burro fuso e tartufo bianco a scaglie per il condimento.

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Per quanto riguarda l’abbinamento con il vino, bianco o rosso che sia, deve comunque avere un boquet aromatico (profumo cerca profumo) consistente e intenso e poca struttura. Se si vuole abbinare un vino rosso è importante quindi che sia giovane, di medio corpo, morbido, poco tannico e fresco di acidità, con aromi delicati che ricordino la frutta fresca, il lampone e la violetta. Ottimo in questo caso è quindi il Dolcetto d’Alba, ma anche alcuni tipi di Barbaresco e Barolo riescono ad esaltarne perfettamente le caratteristiche, rimanendo nella stessa zona.  Il vino deve avere sempre un’interessante naso e una bella lunghezza e persistenza…

Uova e tartufo bianco: un abbinamento perfetto

Il tartufo lo si abbina anche alla carne e se ne ricava ricette più complesse, come ad esempio il filetto di manzo con fonduta piemontese e tartufo bianco, ottimo accompagnato da un Barolo, vino rosso piemontese per eccellenza, in questo caso con una struttura più complessa. Abbinare un vino locale ad un prodotto locale o un piatto locale non è una regola, ma un semplice consiglio. Il territorio dove nascono e crescono, le stesse persone a volte e il terroir, sono infondo gli stessi, la sinfonia e i profumi suonano le stesse note, colpiscono le stesse corde dell’anima e ricordano le stesse origini.

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About Giulia Mengoni
Nata e cresciuta in Maremma, passando per Roma, attualmente vivo a Bordeaux. Frequento l'MVS (Management Vins et Spirituex) alla Kedge Business School e a Millésima mi occupo della comunicazione e della produzione di contenuti in italiano.

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