Il Franciacorta – punta di diamante italiana

Il Franciacorta – punta di diamante italiana

La Franciacorta, situata a Sud del Lago d’Iseo, in provincia di Brescia, rappresenta una delle aree viticole più importanti e suggestive della Lombardia.

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© Consorzio Franciacorta

Sulle colline della zona, la coltivazione della vite ha origini remote, come dimostrano alcuni ritrovamenti appartenenti all’epoca preistorica. Durante i primi secoli dello scorso millennio, nel territorio vi si insediarono dei monaci, i quali si occupavano della bonifica del territorio e della coltivazione della vite. Essendo stati i conventi monastici esenti dal pagamento del dazio, i loro territori venivano definiti curtes francae, da cui deriva l’attuale nome Franciacorta. Il terroir è costituito da conglomerati calcarei, marne e arenarie con presenze fossili. Tutto il terreno è composto in generale da ciottoli dotati di una certa mineralità ed il microclima particolare della zona la rende una delle migliori per la produzione del vino.

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© Consorzio Franciacorta

Nel secolo scorso, l’avvento dei vitigni internazionali ha avuto molto successo in questa zona, dove, ancora oggi, lo Chardonnay e il Pinot Nero predominano. La rinascita qualitativa di tutta l’area viticola risale al secolo scorso, con l’avvio verso la strada della spumantistica per mano di alcuni tra i più innovativi produttori, tra i quali il pioniere assoluto Franco Ziliani. Oggi il Franciacorta Docg  è uno spumante molto conosciuto all’estero, soprattutto in paesi come il Giappone, la Svizzera e gli Stati Uniti, dove è l’export è in continua crescita. Un’importante vetrina a livello internazionale è stato infine EXPO2015, dove il Franciacorta rappresentava lo spumante ufficiale dell’evento.

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© Consorzio Franciacorta

Il vigneto della zona è oggi composto maggiormente da Chardonnay, 80% circa, da Pinot Nero, 15% e il restante 5% comprende il Pinot Bianco. Secondo il disciplinare, un Franciacorta Docg deve essere composto da Chardonnay e/o Pinot Nero, tuttavia è concesso l’utilizzo del Pinot Bianco fino al 50%. L’affinamento sui lieviti deve durare minimo 18 mesi e la pressione in bottiglia è tra le 5 e le 6 atmosfere.

Tra le tipologie di Franciacorta, primo ed unico brut prodotto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia ad aver ottenuto la Docg nel 1995, ricordiamo: Satèn, Rosé, Millesimato e Riserva. Le etichette riportano la dizione Franciacorta, che comprende il vino, la zona geografica e il metodo di produzione. In tutta Europa, solo 10 denominazioni godono di questo privilegio e solo 3 sono prodotte utilizzando la rifermentazione in bottiglia: il Cava, lo Champagne e il Franciacorta. In pochissimo tempo, questa punta di diamante italiana si è fatta riconoscere e si è imposta grazie al suo grande bagaglio qualitativo e culturale. Un consumatore che compra un Franciacorta, sa che sta comprando, oltre che uno spumante, la storia di un territorio.

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© Consorzio Franciacorta

Satèn

Il Satèn, un brut blanc de blancs, è uno spumante che si ottiene usando esclusivamente uve bianche, tra quelle che possono essere utilizzate per la produzione di un Franciacorta Docg; il vitigno che prevale è lo Chardonnay (tra 50% e 100%), mentre il Pinot Bianco è consentito fino ad un massimo del 50%. Un’altra caratteristica del satèn è la pressione della bottiglia, che deve essere, secondo disciplinare, inferiore a 5 bar. Il vino che ne risulta è uno spumante, con dosaggio esclusivamente Brut, dal gusto particolarmente vellutato che presenta una “spuma setosa” e un perlage finissimo. Il nome Satèn è stato scelto per l’assonanza, nella lingua italiana, con la parola seta. L’armonia tra sapidità e freschezza si armonizzano perfettamente con la sua innata morbidezza, gentilmente concessa dallo Chardonnay, ricordando le sensazioni delicate di questo tessuto. Questo delizioso spumante, dai profumi di fiori bianchi e frutta secca tostata, si adatta particolarmente a piatti a base di pesce, crudo o non, carpaccio di pesce, risotti delicati, frutti di mare ed insalate di mare.

Rosé

Il Franciacorta Rosé comprende un minimo (25%) di Pinot Nero, accompagnato da Chardonnay e/o Pinot Bianco per un massimo di 50%.  Tuttavia, accade spesso che un Franciacorta Rosé presenti una quota di Pinot Nero ampiamente superiore al 25%. Particolarmente apprezzata è la versione Franciacorta rosé da Pinot Nero vinificato in rosato in purezza (100%), che dona al vino una grande struttura e una particolare personalità; ma può anche nascere dall’assemblaggio con vini-base Chardonnay e/o Pinot Bianco. Per quanto riguarda le tipologie di gusto, tutti i dosaggi, in questo caso, sono consentiti. Il vino presenta un bel colore che ricorda il corallo, un perlage fine e persistente ed accompagna perfettamente salumi, primi piatti a base di carne e di funghi, la parmigiana, il pesce arrosto, ricche e saporite zuppe di pesce e di verdure così come secondi piatti a base di carne rossa.

Millésimato

La parola millesimato indica che il vino in questione proviene da un’unica annata per almeno l’85% e questa informazione viene riportata in etichetta. Questo spumante viene prodotto nelle annate migliori, più qualitative, e si valorizza con un periodo di affinamento più lungo di quello dell’assemblaggio. La messa in commercio è consentita solo dopo 37 mesi dalla vendemmia, 30 dei quali trascorsi in bottiglia strettamente a contatto con i lieviti. Il dosaggio consentito comprende Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry; ad eccezzione dei Satèn Riserva, prodotti solo in Brut. Un Franciacorta Millèsimato ha una personalità sensoriale e gustativa che traduce finemente tutte le caratteristiche dell’annata. L’abbinamento con il cibo, come in ogni spumante, dipende direttamente dalla tipologia di gusto, definita in funzione della quantità di zucchero. Per una cena a base di sushi e in generale con il crudo di pesce, un Extra Brut sarà perfetto.

Riserva

Il Franciacorta Riserva è la tipologia qualitativa più alta del territorio. Si tratta di un millesimato, Satèn o Rosé, che riposa sui lieviti per almeno 5 anni, acquisendo così una complessità olfattiva e gustativa che lo rendono prestigioso e gli donano un fascino unico.

Dosaggi

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© Fabio Cattabiani

Tutte le tipologie qui sopra elencate possono essere declinate a seconda della quantità di zucchero aggiunta con il liqueur d’expédition dopo la sboccatura. Ultimamente, si predilige dosaggi più bassi, così da conservare le originali caratteristiche qualitative del vino.

  • Non dosato (zucchero fino a 3g/l, residuo naturale del vino) : il più secco della gamma
  • Extra Brut (zucchero fino a 6 g/l) : molto secco
  • Brut (zucchero inferiore a 12 g/l) : la tipologia più versatile, secco ma più morbido
  • Extra Dry (zucchero tra 12 e 17 g/l) : morbido
  • Sec o Dry (zucchero tra 17 e 32 g/l) : meno secco, leggermente abboccato
  • Demi-Sec (zucchero tra i 33 e i 50 g/l) : sapore abboccato per il dosaggio elevato 

 

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