Pouilly-Fumé – Le tante espressioni della Loira

Pouilly-Fumé – Le tante espressioni della Loira

Le origini

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Le origini di Pouilly Fumé risalgono all’epoca gallo-romana, ma è soltanto più tardi che esso conobbe una vera espansione, grazie soprattutto alle congregazioni religiose, in particolare ai benedittini. Questi monaci, non avendo alcun bisogno personale o familiare, avevano molto più tempo da dedicare alla cura delle vigne. Alla fine dell’11esimo secolo, la chiesa ebbe una grande opportunità ed ottenne ancora nuove terre. I signori locali, dovendo partire in crociata, si trovarono, infatti, costretti a vendere i loro beni per finanziare il loro giro. Infine, a partire dal 13esimo secolo, i vini di Pouilly iniziarono ad essere serviti alle tavole reali e ad essere apprezzati dalla nobiltà. Il lavoro della vite venne eseguito da comunità di vignaioli, fino a che essi non ottennero, dopo la rivoluzione del 1789, il diritto di diventarne proprietari. Lo sviluppo della vigna fu in seguito favorito dalla presenza della Loira. Dopo essere stata devastata dalla peronospora, quindi dalla fillossera alla fine del 19esimo secolo, la zona di produzione si ricostituì ed ottenne lo statuto di AOC nel 1937.

Perché fumé?

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Se la nozione “Pouilly” proviene dal comune di Pouilly-sur-Loire, “Fumé” ha, da parte sua, due spiegazioni. La prima è legata al Sauvignon Blanc, la vite da cui deriva questo vino. Infatti, in piena maturità, i suoi grani sono coperti da una fioritura grigia, dal colore “grigio fumo”. La seconda è legata al terreno, il quale conferisce al vino aromi ineguagliabili di pietra cannone o di silice sfregato. I vignaioli di Pouilly hanno allora iniziato a parlare tra loro di “blanc fumé”.

Geologia

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Da un punto di vista geologico, la regione si ricollega al blocco borgognone: il blocco di terreni più vecchio, datato giurassico. Vi si trovano 4 tipi di suolo: calcari di Villiers del Oxfordien, marne argillose sottili con piccole ostriche del Kimméridgien, calcari di Barrois ed argille a silice del cretaceo. Tutti i suoli possiedono depositi marini calcarei che offrono una mineralità inconfondibile ai vini che vi sono prodotti. Il comportamento della vite varia in funzione di ciascun suolo. In presenza di calcari, la pianta tufferà le sue radici meno profondamente che in presenza di marne, essendo gli strati più lontani più poveri di elementi nutritivi.

Una grande varietà di sfumature

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Se tutti i vini di Pouilly-Fumé hanno in comune il grande vitigno Sauvignon Blanc, una complessità graziosa ed una paletta aromatica record, ciascun vino evolve differentemente in funzione del suo terreno. Su un suolo calcareo, si percepisce una bella freschezza e una grande vivacità. Spesso, nei vini pronti da bere, gli aromi tendono più al fruttato. Le marne consegnano vini fermi e fini dall’eccellente potenziale di guardia. Il silice trasmette note aromatizzate e minerali e richiede spesso due anni d’attesa prima di essere apprezzato. Infine, il suolo argilo-siliceo offre vini teneri, flessibili ed equilibrati.

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