Chianti Classico: i suoi primi 300 anni

Chianti Classico: i suoi primi 300 anni

La Toscana, da sempre sinonimo di qualità nel panorama enologico, è conosciuta per i suoi vini pregiati, soprattutto rossi, ampiamente stimati in tutto il mondo. Il paesaggio toscano, con le sue colline verdeggianti ricoperte di vigneti e oliveti, le sue strade costeggiate da cipressi, le sue località marittime e i suoi piccoli borghi, è uno dei più affascinanti al mondo. Tra i vitigni autoctoni, il più conosciuto, che è anche la firma stessa della Toscana, è il Sangiovese, dal quale derivano alcuni tra i migliori vini della regione. Se ancora siete alla ricerca di un’occasione per visitare questa regione unica, eccone una imperdibile: la denominazione Chianti Classico festeggia i suoi primi 300 anni.

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© Chianti Classico

“Trecento anni e non dimostrarli”. Nel 2016, il Chianti Classico celebra finalmente i suoi primi 300 anni di storia, da quando nel 1716 il Granduca Cosimo III de’ Medici decise di istituire un bando per salvaguardare e delimitare alcuni dei territori più vocati per la produzione di vini di alta qualità, in una zona suggestiva che si trova tra le città di Firenze e Siena. Egli fondò ugualmente un’organizzazione volta a controllare la produzione del vino e a lottare contro le contraffazioni. Nel 1872 fu il barone Bettino Ricasoli, proprietario del Castello di Brolio, a dichiarare che nell’assemblaggio del Chianti dovevano essere presenti i vitigni Sangiovese e Canaiolo. Questo blend viene ancora meticolosamente applicato dai produttori della zona. Nel 1932 venne aggiunto il suffisso “Classico”, in modo da indicare un certo tipo di Chianti prodotto in una particolare zona vocata e distinguerlo da quello prodotto in una zona più estesa. Solo 52 anni più tardi, il Chianti Classico ottenne lo statuto di DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), il massimo riconoscimento per un vino italiano di qualità. Nel 1996 il Chianti Classico diviene una DOCG autonoma e nel 2010, solo 6 anni fa, le due denominazione si scissero ufficialmente. Riconosciuto grazie al suo simbolo storico, un gallo nero sul collo della bottiglia, il Chianti Classico rappresenta un vino di alta qualità adatto ad una clientela più esigente.

Castellare

© Castellare in Castellina

Il vino Chianti Classico DOCG presenta un colore rosso rubino intenso e luminoso, a tratti tendente al granato, e un gusto al tempo stesso asciutto e vellutato. Il vino richiede un’invecchiamento minimo di 11 mesi per l’”Annata” e di 24 per la “Riserva”; per quest’ultima tipologia, almeno tre mesi vengono infine richiesti per l’affinamento in bottiglia. Il Riserva è un vino più nobile, dalle sfumature più delicate e il gusto più pulito. Le uve migliori della raccolta saranno destinate alla produzione del Chianti Classico Riserva, invecchiate in seguito in piccole botti di rovere che affineranno il vino sprigionando dei grandi aromi. Dal 2013 è stata infine introdotta una tipologia ancora sopra la Riserva, caso unico in Italia, fortemente voluta dagli stessi produttori, ovvero i 600 soci del Consorzio: il Chianti Classico Gran Selezione. Quest’ultimo viene prodotto da uve coltivate nei vitigni più vocati e di pertinenza aziendale e può essere commercializzato solamente dopo un invecchiamento minimo di 30 mesi, con imperativo affinamento in bottiglia. Il Gran Selezione è un vino dalla struttura imponente che grazie al lungo periodo di affinamento restituisce un equilibrio e una profondità ben superiori.

Di razza, equilibrato e strutturato, il re indiscusso del Chianti Classico è il Sangiovese, presente in una percentuale che varia dall’80% al 100%. Nell’assemblaggio sono ammesse anche altre uve a bacca rossa, tra le quali Canaiolo, Colorino, Merlot e Cabernet Sauvignon, per un massimo di 20% (l’assemblaggio con uve a bacca bianca è stato interdetto dal 2005).

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© San Felice

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