La rivoluzione “green” di Château Pontet-Canet
@ Pontet-Canet

La rivoluzione “green” di Château Pontet-Canet

Dal 1990, lentamente ma con successo, la vigna di Pontet-Canet ha vissuto una vera e propria rivoluzione culturale. Qui, il cavallo ha sostituito il trattore, troppo pesante che imballava la terra, ed il vino è affinato in anfore a contatto con il terreno. Benvenuti allo Château Pontet-Canet, primo vino classificato del Médoc convertito all’agricoltura biodinamica.

La vigna come un giardino

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@ Pontet-Canet

Château Pontet-Canet è Grand Cru Classé nel 1855 la cui storia risale all’inizio del 18esimo secolo. Tuttavia, in questo lungo periodo, soltanto 3 famiglie si sono succedute. Oggi, Alfred Tesseron ha l’onore di dirigere questa splendida proprietà, assistito da Jean-Michel Comme, il regista e da sua nipote, Mélanie Tesseron. Alfred è come un direttore d’orchestra, mette in valore l’opera pur restandogli fedele. Per trasmettere alle generazioni future questo terreno glorificato dagli uomini, la vigna è coltivata come un giardino, senza alcuna aggiunta di antiparassitari e rispettando i ritmi della vita e gli uomini che vi lavorano. Come dei bambini da proteggere, le vigne si sviluppano in armonia per esprimere al meglio le espressioni del terreno. I vini prodotti a Pontet-Canet rivelano tutte le sfumature della natura con precisione, purezza e verità.

La rivoluzione “green” di Pontet-Canet

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@ Pontet-Canet

Dagli inizi degli anni Novanta, Pontet-Canet ha vissuto una rivouzione culturale della vigna. Questa evoluzione participa alla scoperta di un altro mondo, di una visione differente. L’acquisizione di una nuova sensibilità passa per dei rischi costanti, delle prove che si trasformano in evidenza. Non si tratta mai di una strategia globale, occorre seguire la vite e l’identità di ogni lotto, proiettandosi nella durata. Queste scelte non appartengono all’intuizione ma all’analisi meticolosa degli elementi della natura. È un lavoro su misura, fatto a puntino. Ogni processo decisionale appare come una tappa nella ricerca permanente del vino ideale di Pauillac. E i successi  non tardano ad arrivare: nel 2010, il dominio ottiene il doppio rilascio di attestati: Ecocert per il biologico e Biodyvin per l’agricoltura biodinamica. Ciliegina sulla torta, Pontet-Canet ottiene il punteggio di 100/100 dal famoso critico americano Robert Parker. Nel 2004, l’anno della prima prova in agricoltura biodinamica su 14 ettari, i vini erano luminosi, più tesi e più brillanti. Molto rapidamente, Alfred ha chiesto a Jean-Michel di andare più lontano. Così il dominio si è interamente convertito all’agricoltura biodinamica. Questa decisione diventava un impegno, una sfida ed una novità per un Grand Cru Classé del Médoc. Da allora, ogni annata si è rivelata ricca di insegnamenti, facendo progredire la conoscenza dei terreni in modo profondo. La resistenza alle malattie della vite ormai è meglio conosciuta e l’approccio dei lotti si è rivelato più fine, sempre nel rispetto dei valori dell’agricoltura biodinamica. Essa impone la sincerità, il pragmatismo e la trasparenza: un’esigenza assoluta. I vini di Château Pontet-Canet sono certificati in agricoltura biologica da Ecocert e biodinamica da parte di Biodyvin per l’integrità della vigna dal 2010 e da parte di Demeter dal 2014.

Le vendemmie, la vinificazione e l’affinamento…

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@ Pontet-Canet

Durante le vendemmie, vengono utilizzano piccole cassette per trasportare, in modo da permetterne di preservare l’integrità. Quanto alla selezione manuale dei grappoli, dopo la raspatura viene eseguita una seconda selezione su una tavola vibrante, per un ultimo controllo che permette di conservare soltanto le uve perfette. Ad una viticoltura purificata di ogni azione costrittiva corrisponde una vinificazione rispettosa. Lasciar fare le cose il più naturalmente possibile è diventata la regola: lieviti indigeni ed interventi minimalisti. La macerazione dura in media 4 settimane fino ai drenaggi. Ogni serbatoio rappresenta la riunione intima dell’uomo e del terreno. Infine, durante l’affinamento il desiderio ultimo è la trasparenza: tentare di non nascondere mai la verità di un terreno. Le proporzioni di botti nuove non hanno cessato di abbassarsi per diminuire al massimo l’impatto del legno nel vino. In quest’obiettivo, durante gli anni sono stati fatti diversi investimenti in Dolia di cemento per garantire l’affinamento di un terzo del raccolto del dominio. Esse, concepite da Pontet-Canet e per i vini del dominio, permettono di rispettare la purezza del frutto e la verità del luogo. Quanto alla durata dell’affinamento, è la degustazione che decide.

Due vini di Pontet-Canet da provare

Pontet-Canet 2012

Château Pontet-Canet 2012

Vino rosso prodotto nella denominazione di Pauillac, lo Château Pontet-Canet è un 5° cru classé convertito in agricoltura biodinamica. Con un età media di 40/45 anni, il vigneto si estende su una superficie totale di 81 ettari su dei suoli ricchi di ghiaia del Quaternario. Per l’annata 2012 l’affinamento è effettuato per un terzo in anfore. Lo Château Pontet-Canet 2012 si rivela puro e estremamente energico. Questo vino eclatante esalta il frutto e i suoi magnifici tannini.

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Pontet-Canet 2014

Château Pontet-Canet 2014Il 2014 è stata un’annata caratterizzata da un’estate indiana eccezionale e molto lunga che ha permesso di eseguire delle vendemmie in un perfetto stato sanitario delle uve. La tenuta, che ha firmato la decima annata coltivata in agricoltura biodinamica, conferma ancora la sua fama, presentando un eccezionale vino di terroir. Pontet-Canet 2014 è un Pauillac potente e molto fine. Il vino è ampio e puro. In bocca, offre dinamismo e una sensazione di raffinatezza e sofisticatezza. Un vino molto preciso.

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