Bisol, la storia del Prosecco
© Bisol

Bisol, la storia del Prosecco

La famiglia Bisol ha fatto la storia del Prosecco: la sua tradizione è profondamente legata al territorio di Valdobbiadene sin da quando, nel 1542, Bisol avviò l’attività vitivinicola, tramandatasi di padre in figlio. Storica famiglia del Prosecco e del Cartizze, Bisol possiede le viti nelle aree più vocate della zona, prendendosi cura del benessere delle piante e della sostenibilità ambientale, con una gestione meticolosa dei vigneti e delle cantine.

Il Prosecco di Conegliano – Valdobbiadene DOCG

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©Mattia Mionetto

Il Prosecco di Conegliano – Valdobbiadene DOCG deriva regole specifiche che salvaguardano la sua autenticità e la sua unicità e da una tradizione, che pur adattandosi ai cambiamenti, ha conservato l’identità inconfondibile di questo vino. A ridosso delle colline e dei vigneti che l’hanno fatta conoscere in tutto il mondo, si trova la cittadina di Valdobbiadene. Qui, la vocazione del Prosecco trova la sua massima espressione grazie a un territorio prezioso, con dei vigneti coltivati in collina, talvolta in condizioni estreme, con pendenze molto elevate, che esiguono per questo un lavoro manuale e minuzioso. La DOCG del Prosecco di Conegliano – Valdobbiadene si estende su una superifice di 18 mila ettari e copre in tutto 15 comuni. Nel cuore della denominazione si trova la preziosa micro-zona di Cartizze: 107 ettari vitati compresi tra le colline di S. Pietro di Barbozza, S. Stefano e Saccol.

Bisol, l’anima del Prosecco

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©Mattia Mionetto

Vicino a Cartizze, si trova l’azienda Bisol: produttore di vino a Valdobbiadene da 500 anni. Eliseo Bisol iniziò a produrre vino prima della Prima Guerra Mondiale. La produzione fu arrestata durante la Guerra, poiché questa area si trovava al confine che opponeva l’esercito Austro-Ungarico a quello Italiano. Il figlio di Eliseo, Desiderio, rimette in moto il business negli anni Venti e iniziò a produrre spumanti e vini fermi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Desiderio lasciò l’azienda ai suoi  4 figli: Antonio all’amministrazione, Aurelio si occupa dei vigneti, Eliseo della parte enologica e Claudio della gestione generale dell’azienda. La produzione si concentrò presto nei vini spumanti. Oggi, Bisol produce 2,5 milioni di bottiglie all’anno ed è considerato il “Rolls Royce” del Prosecco.

Bisol, tecniche di produzione e il Metodo Martinotti-Charmat

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Ogni processo produttivo inizia dalla vendemmia. Le uve di Glera, un vitigno autoctono molto aromatico e fruttato, vengono raccolte tra settembre e ottobre, passando almeno 3 volte nei vigneti, così da raccogliere l’uva a maturazione perfetta. In seguito l’uva viene messa in tubi d’acciaio e viene portata ad una temperatura di 8° per 14 ore: qui inizia la criomacerazione, grazie alla quale vengono estratti gli aromi primari del vitigno presenti nella parte interna della buccia. I vini avranno così dei profumi più intensi, fruttati e definiti. In seguito, si passa alle pressature (tre differenti a Bisol). Dopo le pressature, è il momento della fermentazione: Bisol si avvale di quattro tipi di fermentazione differenti. Il primo, che dura all’incirca una ventina di giorni, ha luogo in recipienti di acciaio con diversi travasi settimanali. Il secondo, in botti e con travasi quindicinali, prevede un batonnage ogni sette giorni per controllare i lieviti. Il terzo, sempre in acciaio, non prevede travasi ma una continua agitazione della vasca. Il quarto, infine, prevede dei travasi in recipienti d’acciaio frequenti e una graduale riduzione della temperatura. Finite le fermentazioni e il breve affinamento, si comincia a preparare le Cuvée: dai suoi 20 poderi, Bisol ottiene differenti uvaggi, ciascuno con le sue caratteristiche particolari. Per 10 giorni, l’équipe di Bisol si impegna nella selezione meticolosa degli assemblaggi, al fine di creare delle miscele abbastanza equilibrate. Una volta che le basi spumante sono pronte, esse vengono poste in grandi recipienti chiamati autoclavi. In seguito, si aggiungono i lieviti autoctoni, necessari a far fermentare gli zuccheri. A 12° inizia la seconda fermentazione che dura all’incirca 30 giorni. L’anidride carbonica che si sviluppa naturalmente dalla fermentazione nel serbatoi d’acciaio chiuso da origine allo spumante. Si filtra per un ultima volta il vino, che dopo una sosta di 10 giorni a freddo, verrà finalmente imbottigliato… 

crede_BisolAlla degustazione, il Crede Brut 2015 di Bisol presenta una veste giallo pallido brillante dai riflessi verdastri, con delle bollicine fini e persistenti. Il naso sviluppa un bouquet di fiori selvaggi, unendo intensità, freschezza ed eleganza a delle sottili note fruttate. Nella continuità del naso, il vino si mostra estremamente fruttato in bocca, con dei sapori di mela e di pera. Armonioso, il Crede Brut 2015 di Bisol si rivela ricco e di una grande finezza. 

Tutti i vini di Bisol

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About Giulia Mengoni
Nata e cresciuta in Maremma, passando per Roma, attualmente vivo a Bordeaux. Frequento l'MVS (Management Vins et Spirituex) alla Kedge Business School e a Millésima mi occupo della comunicazione e della produzione di contenuti in italiano.

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