Millesima Tips #9: le temperature di servizio

Millesima Tips #9: le temperature di servizio

Nel sesto episodio dei Millésima Tips abbiamo parlato delle cantine e dei diversi modi di conservare il vino. Abbiamo parlato in particolare delle cantine naturali e delle cantine refrigerate per il vino. Oltre a fare attenzione all’apertura della bottiglia, è di fondamentale importanza che il vino sia servito ad una corretta temperatura. Questo perché anche se il vino è di una qualità eccellente, le bottiglie sono invecchiate nelle corrette condizioni, poi aperte e decantate correttamente, la degustazione potrebbe essere condizionata da una scorretta temperatura di servizio.

Perché la temperatura è importante

La temperatura di servizio condiziona profondamente gli aromi di un vino. Mentre le temperature più calde generalmente mettono in evidenza i vari elementi del bouquet aromatico di un vino, le temperature più fresche tendono a mascherare le note più sottili. Si pensi a come un bicchiere di whiskey servito senza ghiaccio esprima molte sfumature, mentre un whiskey on the rocks sembrerà più semplice alla degustazione. Allo stesso tempo, un vino servito troppo caldo nasconderà gli aromi originari e mostrerà piuttosto dei sapori di confettura e di frutta caramellata. E delle temperature troppo fredde possono congelarlo, inducendo l’acqua nel vino a separare ed espandersi, eliminando il sughero e causando l’ossidazione. Ma anche fra questi estremi, ci sono molte gamme differenti, ciascuna che corrisponde ad un tipo di vino. Diamo un’occhiata ad alcuni degli stili più comuni.

Gli spumanti

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© Pixabay

Gli spumanti, come lo Champagne, il Franciacorta e il Prosecco dovrebbero essere raffreddati prima di essere serviti. Tenerli in frigorifero 2 o 3 ore prima di servirli li aiuterà a raggiungere la giusta temperatura, intorno ai 5 e i 10 gradi. Quando sono serviti troppo caldi, le bollicine di diossido di carbone presenti dentro la bottiglia saranno più spumose che fini. Tuttavia, quando si tratta di millesimati importanti o di spumanti affinati per un lungo tempo, si può arrivare ad una temperatura di 12 gradi, così da sviluppare quegli complessi aromi che si sono formati nel corso del tempo.


I vini bianchi

I vini bianchi occupano un’ampia gamma, da quelli più secchi a quelli più dolci, ed ogni stile ha sua propria temperatura di servizio. I vini bianchi più giovani, aromatici e croccanti, vengono serviti a temperature più basse, intorno ai 7 e i 10 gradi. Pensiamo a un Pinot Grigio o a un Chablis. Invece, i vini bianchi più corposi e complessi (come lo Chardonnay, il Viognier e il Semillon), si aprono alle temperature fra i 10 e i 13 gradi. Mentre si sa che i vini bianchi andrebbero serviti a temperature più basse dei rossi, spesso si cade nell’errore di servirli troppo freddi. Le basse temperature potrebbero mascherare alcuni dei suoi sapori più importanti: i frutti, il bouquet floreale e le spezie. Se un vino è raffreddato ad una temperatura troppo bassa, è bene farlo “riscaldare” un pò prima di servirlo. Mentre è meglio tenere lo Champagne in frigo durante la degustazione, il vino bianco può essere lasciato fuori dal frigo per far si che esprima tutti i suoi sapori mentre si riscalda gradualmente.

I vini rosati

I vini rosati sono consumati in genere tra aprile e ottobre e seguono, in genere, le stesse regole dei vini bianchi. I vini rosati giovani e freschi, tannicità permettendo, si servono fra i 10 e i 12 gradi, mentre quelli più robusti e corposi, compresi quelli più maturi, si possono servire fra i 12 e i 14 gradi.

I vini rossi

© Pixabay

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La temperatura dei rossi dipende da diversi fattori, ma vista la loro naturale “tannicità” e la loro acidità ridotta, solitamente vengono serviti a temperature più alte. Se serviti troppo caldi, tuttavia, questi vini possono sembrare troppo alcolici, mentre temperature troppo basse possono rivelare una tannicità più aggressiva. In genere, i vini rossi dovrebbero essere serviti tra i 12 e i 20 gradi. I rossi più leggeri, come il Pinot Noir e il Beaujolais, possono essere serviti tra i 10 e i 12 gradi. I Merlot tra i 12 e i 15 gradi. Mentre i vini più corposi, affinati per anni in bottiglia, come la Syrah e il Cabernet Sauvignon, sono serviti a temperature più alte, intorno ai 18 gradi.

I vini passiti e liquorosi

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© Pixabay

Nel caso dei “vini da dessert”, la temperatura del servizio dovrebbe corrispondere alle caratteristiche che più vorreste accentuare nel vino. I vini secchi fortificati, come la Marsala o il Jerez ed i vini dolci come il Tokaji possono essere serviti alle temperature più fresche, tra i 10 e i 14 gradi, per accentuare la loro freschezza e per rendere l’alcool nel vino più gradevole. I vini liquorosi come il Porto sono serviti a temperature più alte, tra i 14 e i 18 gradi, così da accentuare i sapori e la dolcezza complessiva del vino.

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