GAJA : il simbolo del Barbaresco

GAJA : il simbolo del Barbaresco

GAJA è sicuramente una delle cantine più apprezzate e conosciute d’Italia. Sin dal 1859 una filosofia ha attraversato il dominio: quella di produrre il migliore vino possibile. Oggi, soltanto le migliori annate di Gaja vengono commercializzate e la ricerca della qualità, unita al savoir-faire trasmesso di generazione in generazione, guidano la creazione di questi vini. 

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© Angelo Gaja

La storia di GAJA…

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© Angelo Gaja

La cantina GAJA produce vino a Barbaresco, nella splendida regione delle Langhe, dal 1859. Sebbene siano state attuate delle modifiche e i batimenti siano stati ristrutturati negli anni, la sede aziendale, la passione e l’artigianalità dei procedimenti di vinificazione sono rimasti immutati. Dalla fondazione ufficiale della cantina vi è stata una successione di ben cinque differenti generazioni. Angelo, figlio del fondatore Giovanni, rappresenta la seconda generazione. Nel 1905 sposò Clotilde Rey, la quale lo spinse a ricercare la massima qualità dalle uve attraverso delle scelte produttive mirate. Giovanni, figlio di Angelo e Clotilde, fu un viticoltore eccelso. Con lui il Barbaresco divenne il vino bandiera dell’azienda. Egli introdusse la filosofia che l’azienda segue tutt’ora: imbottigliare solo le annate eccelse vendendo sfuse tutte le altre. Inoltre, Giovanni acquistò altri terreni che rappresentano oggi i gioielli dell’azienda: i cru Costa Russi, Sorì Tildin, Sorì San Lorenzo e Darlagi. Angelo Gaja, alla guida dell’azienda oggi assieme a sua moglie e ai suoi tre figli, rappresenta la quarta generazione. Angelo non ha mai smesso di ricercare soluzioni innovative in viticoltura e in enologia. Negli anni Novanta la famiglia Gaja si allarga, acquistando due cantine in Toscana: Pieve S. Restituta a Montalcino e Ca’Marcanda a Bolgheri. Da Giovanni Gaja fino ad Angelo Gaja, questa famiglia piemontese ha saputo imporsi nel panorama viticolo internazionale grazie alla ricerca continua della qualità.

…e la filosofia

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© Angelo Gaja

Oggi GAJA significa 92 ettari di proprietà condotti nel pieno rispetto della natura, per una produzione di circa 350.000 bottiglie annue. Bottiglie speciali e legate al territorio, che rispecchiano perfettamente la personalità di Angelo e della sua filosofia del vino. “Dei vini che piacciano innanzitutto al produttore stesso, il quale ama raccontarli”. Anche le etichette del dominio raccontano una loro storia: il nome Gaja, messo in evidenza, e un’etichetta semplice, nera e bianca. L’idea del nome di famiglia fu del padre, mentre l’identità cromatica la ideò Angelo: il nero è il passato, andato, intoccabile (“sul nero non ci puoi più scrivere…”), mentre il bianco rappresenta il futuro…che un giorno sarà consegnato ai tre figli di Angelo e Lucia, Gaia, Rossana e Giovanni.

Oggi Gaja è un vero e proprio mito nel panorama vitivinicolo internazionale; il Barbaresco del 1985 fu considerato da Wine Spectator “the finest wine ever made in Italy” e nel 1997 ha ricevuto il distinguished Service Award. Decanter ha eletto Angelo Gaja “man of the year” nel 1998 e nel 2011 Wine Spectator gli ha dedicato una copertina. Un successo fatto di personalità e anima, non solo per le uve eccellenti e le operazioni minuziose fatte nella vigna, ma anche nella capacità di coordinare la tradizione con l’innovazione dei tempi.

3 vini di GAJA

Barbaresco 1999 

Il Barbaresco 1999 di GAJA gode di suoli diversificati che donano delle caratteristiche particolari al Nebbiolo. Come risultato: un vino complesso ed equilibrato. Il vino sviluppa al naso degli aromi di frutta dolce mescolata a note floreali, di spezie e di minerali. Il Barbaresco 1999 di Gaja presenta una struttura densa ed elegante, con dei tannini raffinati ed un eccellente potenziale di invecchiamento.

Barbaresco 2001 

Il Barbaresco 2001 di GAJA approfitta di molti tipi di suolo che donano diverse sfumature al Nebbiolo. Il naso sposa delle fragranze di frutta dolce a delle note floreali, speziate e minerali. Il vino mostra densità ed eleganza nella struttura e offre dei tannini raffinati. Questo Barbaresco 2001 di GAJA rivela un formidabile potenziale d’invecchiamento.

Langhe Sperss 2003 

Il Langhe Sperss 2003 di GAJA sviluppa al naso degli aromi profondi e complessi di ciliege nere, di tartufo, di rabarbaro e di liquirizia. Con una tessitura piena di austerità, questo vino si mostra corposo, denso e molto complesso. Il vino possiede un eccezionale potenziale d’invecchiamento. 

Tutti i vini di GAJA

 

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